I QUINTERNIONI
Nella trascrizione di Gaetano Capasso in:
Afragola. Origine, vicende e sviluppo di un “casale” napoletano,
Athena Mediterranea Editrice, Napoli, 1974.
Pascarola, pp. 201-205
Fonte: Archivio di Stato di Napoli, Quinternioni, Repertorio Terra di Lavoro e Molise, sec.
XV-XVI; fol. 163 + t, 164 + t.
In anno 1460 Re Ferrante assere ad eum legitime spettare lo Casale
di Pascharola pertinentiarum civitatis Averse, hoc est medietatem ipsius per mortem Ursilli
Carrafe fratris Scipionis defuncti absque filiis, et reliquam medietatem per rebellionem Galeatij
Carrafe primogeniti dicti Scipionis. Propterea casale predictum cum suis hominibus, vaxallis,
feudis, fortellitio Iuribus et Iurisdictionibus, mero, mixtoque Imperio, et cum omnibus bonis,
que fuerunt dicti Galeatij, concedit Ranerio Carrafa pro se, et suis ex corpore etc. | Nell’anno 1460 Re Ferrante sostiene che a Lui legittimamente spetta il Casale di
Pascarola nelle pertinenze della città di Aversa, vale a dire la metà dello stesso per la morte
di Ursillo Carrafa, fratello di Scipione, morto senza figli, e la rimanente metà per la ribellione
di Galeazzo Carrafa primogenito del suddetto Scipione. Pertanto concede il predetto casale
con i suoi uomini, vassalli, feudi, fortilizio, con i Diritti e le Giurisdizioni, con il mero e misto
imperio, e con tutti i beni, che furono del suddetto Galeazzo, a Raniero Carrafa per sé e
per i suoi consanguinei discendenti legittimi etc. |
In anno 1507 Galeottus Garrafa denuntiavit obitum Nicolai Carrafe eius patris, qui tum vixit Casale, et feudum Pascarole tenuit, etc. offert relevium et presentavit listam, et fuit liquidatum In dc. 80-3-12. Prout pateret per extensum in volumine 2 releviorum originalium de predicta Terre Laboris, et comitatus Molisij ut fol. 34 notantur. Quod conservatur in Arch. Regiae Cam.ae Summarie. | Nell’anno 1507 Galeotto Carrafa denunziò la morte di Nicola Carrafa suo padre, che già visse nel casale e tenne il feudo di Pascarola, etc. offre il relevio e presentò la lista, e fu liquidato in ducati 80-3-12. Per quanto è esposto per esteso nel volume 2 dei Relevi originali della predetta Terra di Lavoro e della Contea del Molise, come sono annotati nel foglio 34. Che è conservato nell’Archivio della Regia Camera della Sommaria. |
In anno 1532 Don Paolo Ruffo conte di Sinopoli dice che don Gatterva de Trani utile
signore della terra dello Sciglio have pattuito di venderli la detta terra de lo Sciglio con tutte
soi ragioni, feudi subfeudi, vaxalli, mero, et integro stato per dc. 30 mila in satisfactione delli
quali li consignarà per dc. 9 mila la terra di Montebello con patto, che non la possi vendere
ad altro che ad esso conte per lo medesimo prezzo. Ducati mille paga in pecunia, per dc.
4000 li consignarà una compera, che tiene fatta col Marchese di Castello vetere sopra l’intrate
di Pascarola col patto de retrovendendo et li restanti dc. 3000 li depositarà per farsene
compera la quale, una con le predette altre restino in spetie obligati per la defensione di
detto Castello dello Sciglio. | Nell’anno 1532 Don Paolo Ruffo, conte di Sinopoli, dice che don Gatterva di Trani utile
signore della terra dello Sciglio (1), ha pattuito di vendergli la detta terra dello Sciglio
con tutti i suoi diritti, feudi e subfeudi, vassalli, con il mero [e misto imperio] e nel suo integro stato
per ducati 30.000 in soddisfazione dei quali gli consegnerà per ducati 9.000 la terra di
Montebello, con il patto che non la possa vendere ad altri tranne che allo stesso conte per
il medesimo prezzo. Mille ducati li paga in contanti, per ducati 4000 gli consegnerà una
compera che tiene fatta con il Marchese di Castello Vetere sopra le entrate di Pascarola
con il patto di retrovendita e i restanti 2000 ducati li depositerà per farsene compera la quale,
insieme con le altre predette, restino in specie obbligati per la difesa di detto Castello
dello Sciglio. |
In anno 1534 Galeotto Carrafa dice competerli lo jus de ricomprare da Lucretia Zurla
contessa d’Altavilla lo casale di Pascharola per dc. 7500 cede detto jus a’ Beatrice Carrafa
cum eodem pacto de retrovendendo. | Nell’anno 1354 Galeotto Carrafa sostiene competergli il diritto di ricomprare da Lucrezia
Zurla contessa d’Altavilla il casale di Pascarola per ducati 7500 e cede il suddetto diritto a
Beatrice Carrafa con lo stesso patto di retrovendita. |
In anno 1539 lo detto Galeotto vende a’ Dorothea Spinella contessa di Palma lo detto
casale di Pascharola con soi homini, vassalli, mero mixtoque imperio, et integro stato per detti
dc. 7500 con patto de retrovendendo. | Nell’anno 1539 il suddetto Galeotto vende a Dorotea Spinella contessa di Palma il
suddetto casale di Pascarola con i suoi uomini, vassalli, col mero e misto imperio, e nel suo
integro stato per detti ducati 7500 con il patto di retrovendita. |
In eodem anno 1539 la detta Dorotea come cessionaria di detto Galeotto recompera da
Francesco de Afflicto annui dc. 120, che teneva comperati supra detto casale, et quelli agrega
alla compera predetta per esso fatta ut supra dal Galeotto predetto. | Nello stesso anno 1539 la detta Dorotea come concessionaria di detto Galeotto ricompera
da Francesco de Afflitto ducati annui 120, che teneva comperati sopra detto casale, e li aggrega
alla compera predetta per esso fatta come sopra dal Galeotto predetto. |
In anno 1543 la detta Dorothea per comprare la terra di Galluccio vende a’ Ferrante de
Afflitto conte di Trivento lo detto casale de Pascharola verum con annui dc. 800 di sue intrate,
come essa li tiene dal detto Galeotto. | Nell’anno 1543 la suddetta Dorotea per comprare la terra di Galluccio vende a Ferrante
de Afflitto, conte di Trivento, il suddetto casale di Pascarola in verità con ducati annui 800 di
sue entrate, come essa li tiene dal suddetto Galeotto. |
In anno 1549 lo detto Galeotto cede lo Ius de ricomperare da detta Dorothea, seu da
Margaritonno de Loffredo suo cessionario lo detto casale di Pascharola a’ Giovanni Thomase
Carrafa, al quale lo vende libere per dc. 13000 con integro suo stato come ad esso spetta. | Nell’anno 1549 il suddetto Galeotto cede il diritto di ricomperare dalla suddetta Dorotea,
ovverossia da Margaritonno de Loffredo suo concessionario, il suddetto casale di Pascarola
a Giovanni Tommaso Carrafa, al quale lo vende liberamente per ducati 13000 nel suo integro
stato come ad esso spetta. |
In anno isso lo detto Gio. Thomase vende detto Casale a’ Fabritio Carrafa, conte di Ruvo
con integro suo stato come ad esso spetta per ducati 15000. | Nello stesso anno il suddetto Giovanni Tommaso vende il suddetto casale a Fabrizio
Carrafa, conte di Ruvo, nel suo integro stato come ad esso spetta per ducati 15000. |
In anno 1550 lo predetto Margaritonno cede, seu retrovende al detto Gio. Thomase
cessionario di detto Galeotto lo detto Casale, così come quello havea esso Margaritonno
recomprato da detta Dorothea Spinella. | Nell’anno 1550 il predetto Margaritonno cede, ovvero retrovende al suddetto Giovanni
Tommaso, concessionario del suddetto Galeotto, l’anzidetto Casale, così come quello aveva
lo stesso Margaritonno ricomprato dalla suddetta Dorotea Spinella. |
In anno 1559 la Maestà Cattolica del Re nostro Signore concedea a’ detto Gio. Thomase
in remuneratione di suoi servitij la cognitione di seconde cause, portulania pesi, et mesure
nelle terre sue di Valenzano, Santo Eramo, et Pascharola pro se, et suis ex suo corpore
legitime descendentibus in feudum taxanda Iuxta formam suorum privilegiorum, etc. | Nell’anno 1559 la Maestà Cattolica del Re nostro Signore concedeva al suddetto Giovanni
Tommaso, in ricompensa dei suoi servigi, la competenza nelle seconde cause, i diritti di
portulania, pesi, e misure nelle terre sue di Valenzano, Santo Eramo, e Pascarola per sé
per i suoi consanguinei discendenti legittimi, nella tassazione del feudo secondo la forma
dei suoi privilegi, etc. |
In anno 1560 Antonio Carrafa Duca d’Andria figlio di detto Fabritio et lo detto Gio.
Thomase diceno che abenche esso Gio. Thomase havesse li anni passati venduto al detto
Fabritio suo fratello lo detto casale per dc. 18000, con patto de retrovendendo, re tamen vera
la detta compera non è stata vera, et lo detto Fabritio non sburzo detto danaro ne la porzione
di detto casale se partì mai da potere di detto Giovanni Thomase, et perciò se quietano inter
eos ad invicem, et cassano le cautele di detta compera. | Nell’anno 1560 Antonio Carrafa, Duca d’Andria, figlio di detto Fabrizio e il suddetto
Giovanni Tommaso dicono che benché lo stesso Giovanni Tommaso avesse negli anni passati
venduto al suddetto Fabrizio suo fratello l’anzidetto casale per ducati 18000, col patto di
retrovendita, pur essendo ciò vero tuttavia la detta compera non è stata vera, e il suddetto
Fabrizio non sborsò il detto danaro né la porzione dell’anzidetto casale si allontanò mai dal
potere del suddetto Giovanni Tommaso, e perciò si quietano tra di loro reciprocamente, e
cancellano le cautele di detta compera. |
In anno 1569 Ottavio Carrafa denuntiò la morte di detto Gio. Thomase suo padre et
offerse il debito relevio tanto per detto casale di Pascharola, quanto per Santo Eramo cum titulo
Marchionatus, et Valenzano, come appare In Petitionum releviorum nono, folio ... Et in cedulare
taxatur in dc. 6-3-6. | Nell’anno 1569 Ottavio Carrafa denunziò la morte del suddetto Giovanni Tommaso suo
padre e offrì il dovuto relevio tanto per il suddetto casale di Pascarola, quanto per Santo Eramo
col titolo di Marchese, e Valenzano, come appare nel Registro delle Petizioni dei Relevi IX,
foglio ... E nella cedola è tassato per ducati 6-3-6. |
In anno 1585 Portia Carrafa Marchesa di Santo Eramo sorella del predetto Ottavio
denuntiò la morte de Isabella Carrafa sua nepote, que casale Pascharole, et terram sancti
Erami possidebat, de quibus petit investiri offerens. etc. | Nell’anno 1585 Porzia Carrafa, Marchesa di Santo Eramo, sorella del predetto Ottavio,
denunziò la morte di Isabella Carrafa sua nipote, che possedeva il casale di Pascarola e la terra
di Santo Eramo, dei quali chiede di essere investita offrendo etc. |
In anno 1585 lo detto casale di Pascarola è stato de ordine S. C. de volonta di Portia
Carrafa Marchesa di Santo Eramo subhastata, et extincta candela remase ad Orlando Franco
pro persona nominanda per ducati 26620. Il quale nominò Gio. Ant. Pisano et perciò lo
Incantatore in nome di detto S.C. cautela detto Gio. Ant., et libera lo casale predetto cum
omnibus etc. come lo teneva lo predetto quondam Ottavio Carrafa marchese di Santo Eramo. | Nell’anno 1585 il suddetto casale di Pascarola è stato per ordine della Corte della Sommaria
per volontà di Porzia Carrafa, Marchesa di Santo Eramo, venduto all’asta con il metodo
della candela, ed estinta la candela rimase ad Orlando Franco in favore di persona da nominare
per ducati 26620. Il quale nominò Giovanni Antonio Pisano e perciò lo Incantatore in nome
di detta Corte della Sommaria cautela il suddetto Giovanni Antonio, e libera il casale predetto
con tutti etc. come lo teneva il predetto fu Ottavio Carrafa marchese di Santo Eramo. |
Dicto quondam m.co Io. Ant. Pisano successit Octavius eius filius qui sub die 2 Augusti
‘94 ex causa transactionis inhite inter ipsos fratres cessit, et refutavit dictam terram
Pascharole dicto Ferdinando eius fratri proximo, et immediato sibi successuro in eius
feudis etc. | Al suddetto fu magnifico Giovanni Antonio Pisano successe Ottavio suo figlio che il 2
Agosto 1594 a seguito di transazione fra gli stessi fratelli cedette la suddetta terra di
Pascarola al suddetto Ferdinando suo fratello prossimo, e immediato suo successore nei
suoi feudi etc. |